La dismissione del Mastersizer 2000 e la graduale transizione dalla serie Zetasizer Nano stanno spingendo molti laboratori farmaceutici a rivedere il modo in cui mantengono i metodi validati di caratterizzazione delle particelle. Per molti laboratori, l’aggiornamento a una piattaforma supportata è ormai inevitabile, ma garantire la continuità dei dati e la conformità GMP richiede molto più della semplice sostituzione dello strumento.

Installare un nuovo analizzatore è relativamente semplice. La vera sfida è dimostrare che i dati storici dei lotti, le specifiche di prodotto consolidate e i parametri validati rimangano comparabili.

Perché il trasferimento di metodo è importante

In un ambiente GMP, lo strumento analitico è indissolubilmente legato al metodo. Quando uno strumento come il Mastersizer 2000 raggiunge la fine del suo ciclo di vita supportato, il che significa niente ricambi, nessuna assistenza e crescenti vulnerabilità del software, introduce un rischio normativo e commerciale inaccettabile.

Tuttavia, il passaggio a una nuova piattaforma presenta le proprie sfide. Senza un trasferimento di metodo robusto, i laboratori si trovano ad affrontare:

Discontinuità dei dati: la comparabilità storica viene persa se il nuovo strumento misura lo stesso campione in modo diverso.

Fallimenti delle specifiche: le specifiche di controllo qualità consolidate possono improvvisamente generare risultati fuori specifica (OOS) sulla nuova piattaforma.

Risviluppo costoso: il mancato trasferimento corretto del metodo può comportare mesi di risviluppo e rivalidazione del metodo non necessari.

L’obiettivo di un trasferimento riuscito è la continuità: mantenere i metodi validati, preservare i dati storici e conservare la fiducia normativa senza ricominciare da zero.

Perché strumenti equivalenti non generano sempre risultati equivalenti

Un’idea errata comune è che l’esecuzione di un metodo validato su uno strumento più recente e tecnicamente superiore produrrà risultati identici di distribuzione granulometrica (PSD) o Dynamic Light Scattering (DLS). In realtà, due strumenti equivalenti produrranno spesso dati diversi per lo stesso identico campione.

Le piattaforme strumentali moderne differiscono non solo nell’hardware, ma anche nel modo in cui i dati di misurazione vengono acquisiti, elaborati e interpretati.

Design ottico e geometria del rivelatore: le piattaforme più recenti presentano spesso array di rivelatori migliorati e intervalli di misurazione estesi. Ad esempio, il Mastersizer 3000 utilizza un design ottico ripiegato e un sistema a doppia lunghezza d’onda (laser rosso e LED blu) che cattura lo scattering sub-micronico in modo diverso rispetto al design più vecchio del Mastersizer 2000.

Presentazione del campione: le differenze nei meccanismi di dispersione umida, nelle velocità di agitazione, nell’applicazione degli ultrasuoni e nelle dinamiche di flusso della polvere secca significano che lo stato fisico delle particelle durante la misurazione può differire tra i modelli più vecchi e quelli più recenti.

Algoritmi software: il modo in cui i dati grezzi di scattering della luce vengono tradotti in una distribuzione granulometrica si basa su modelli matematici complessi. Le versioni software aggiornate e gli algoritmi di elaborazione più veloci possono gestire questi calcoli in modo diverso, influenzando i risultati finali.

Sensibilità di misurazione: le piattaforme DLS aggiornate, come lo Zetasizer Ultra, introducono il Multi-Angle Dynamic Light Scattering (MADLS), acquisendo i dati in modo diverso rispetto alla tecnologia Non-Invasive Back Scatter (NIBS) utilizzata nel vecchio Nano ZS.

A causa di queste variabili, è necessario un processo di trasferimento guidato da esperti per allineare i risultati analitici, piuttosto che copiare semplicemente i parametri da uno strumento all’altro.

Best practice per un trasferimento di metodo di successo

Un trasferimento di metodo robusto dovrebbe seguire i principi di gestione del ciclo di vita delineati in ICH Q14, andando oltre il semplice inserimento di parametri verso un processo di bridging scientificamente giustificato.

Valutazione del rischio: identificare quali specifiche di prodotto sono più sensibili ai cambiamenti dello strumento prima che inizi il trasferimento.

Revisione del metodo e ottimizzazione dei parametri: tradurre attentamente impostazioni come limiti di oscuramento, velocità di agitazione e durate di misurazione per adattarle alle caratteristiche fisiche del nuovo sistema e delle sue unità di dispersione.

Verifica: condurre test affiancati utilizzando campioni identici per valutare la precisione, la ripetibilità e la robustezza del metodo trasferito.

Confronto statistico: utilizzare approcci statistici appropriati per dimostrare l’equivalenza tra i dati storici generati sullo strumento legacy e i dati prodotti dalla nuova piattaforma.

Documentazione: fornire la rigorosa documentazione GMP necessaria per supportare ispezioni e audit normativi.

Due scenari reali nella caratterizzazione delle particelle

Sebbene questi principi si applichino ampiamente alle tecniche di caratterizzazione delle particelle, due transizioni sono attualmente di particolare rilevanza per i laboratori farmaceutici.

  1. La necessità immediata: da Mastersizer 2000 a Mastersizer 3000

Dal 2025 in poi, le analisi di diffrazione laser eseguite sul Malvern Mastersizer 2000 non saranno più supportate in GMP. Questo rappresenta un rischio critico e immediato per i laboratori di controllo qualità farmaceutico. Le organizzazioni che si affidano all’MS 2000 devono trasferire i loro metodi validati di dispersione umida e secca al Mastersizer 3000 per mantenere la conformità operativa ed evitare interruzioni nei test di routine.

  1. Preparazione proattiva per il futuro: da Zetasizer Nano a Ultra

Le stesse considerazioni si applicano ai laboratori che pianificano la transizione dalla serie Zetasizer Nano allo Zetasizer Ultra. Sebbene il supporto per il Nano ZS esista ancora, la piattaforma si sta avvicinando alla fine del suo ciclo di vita. Pianificare questa transizione in anticipo consente ai laboratori di preservare la continuità dei dati a lungo termine beneficiando al contempo di capacità analitiche migliorate, senza la pressione di una migrazione urgente.

Come Kymos Group supporta il processo

Gestire un aggiornamento dello strumento senza compromettere i dati storici richiede competenze specializzate. Con una vasta esperienza nell’analisi di dispersione umida e secca, nonché nelle misurazioni DLS e del potenziale zeta, i nostri laboratori hanno supportato con successo il trasferimento di centinaia di metodi analitici per clienti farmaceutici.

Forniamo supporto completo durante l’intero processo: dalla valutazione iniziale del rischio e dall’ottimizzazione dei parametri alla verifica del metodo e alla documentazione di validazione GMP allineata ai principi ICH Q14.

Pianificare la transizione prima che termini il supporto dello strumento offre ai laboratori l’opportunità di trasferire i metodi in modo controllato e scientificamente solido, mantenendo la continuità dei dati e la conformità GMP.

Contatta il team di Kymos Group per discutere di come possiamo supportare il tuo prossimo trasferimento di metodo di caratterizzazione delle particelle: https://kymos.com/contact/

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Pubblicazione di Phased Bio Advances
Articolo di ricerca

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